Ieri, Domenica 18 Aprile 2010 si è svolta presso il Live Club di Trezzo sull’Adda, l’edizione 2010 del “Groove Day”, probabilmente l’appuntamente batteristico più importante a livello italiano, che quest’anno ha toccato vertici mai prima d’ora raggiunti con la presenza di alcuni dei musicisti più noti e affermati a livello internazionale.

Magistralmente organizzata dall’abile mente del papà di Notak Music Solution, Sergio Fanton, si è svolta perfettamente nonostante il brutto tempo, il malore improvviso di uno dei tecnici addetti alla ripresa sonora (gli auguriamo una pronta guarigione) e persino eruzioni vulcaniche che hanno impedito a due degli ospiti internazionali (Horacio el Negro Hernadez e Sergio Bellotti) di giungere all’appuntamento. Beh, nonostante questi chiari segni di ira funesta degli elementi, l’organizzazione capitanata da Mr Fanton è riuscita a proporre una giornata di qualità all’insegna della batteria, del ritmo e della buona musica gestendo magistralmente centinaia di strumenti a percussioni, microfoni, telecamere e palchi diversi per consentire agli artisti abbastanza tempo per potere organizzare di preparare il proprio strumento mentre il pubblico poteva continuare a godersi lo spettacolo cambiando la sua posizione da palco a palco senza attendere troppo.

La manifestazione è stata presentata da Mr Alfredo Romeo, direttore della nota rivista “Percussioni”, ora ribattezzata “Batteria”.

Questi sono gli artisti che si sono esibiti, e una nostra breve recensione a riguardo.

MARCO IANNETTA
iannettaLe danze vengono aperte dal fenomeno italiano (recentemente portato alla ribalta internazionale direttamente da Terry Bozzio) Marco Iannetta. E’ si trattava proprio di una danza perché nemmeno il migliore ballerino del mondo ha un controllo dei piedi minimamente paragonabile a Mr Iannetta.
Innovatore e creativo ha praticamente rovesciato il modo di suonare la batteria, suonando con l’ausilio di 10 pedali una serie di percussioni oltre ai classici cassa e rullante. Le composizioni originali presentate dal batterista si riconoscono subito per un’attenzione minuziosa incentrata non solo sulla poliritmia, la tecnica e naturalmente su di un’indipendenza strabiliante, ma su di incastri melodici che vanno ben oltre il semplice esercizio ritmico. Immaginate di sentire un batterista che suona con un bel groove ed un percussionista che suona insieme a lui in modo molto melodico. Beh non riusceremo mai a descriverlo con le parole, vi consigliamo di guardarlo con i vostri occhi su Youtube perchè stiamo parlando di un modo di suonare unico al mondo, come unica è la creatività degli italiani quando decidono di mettere il cuore e l’anima in qualcosa, in questo caso anima, cuore e piedi con le ali di Mercurio, messaggero degli dei.

GIGI MORELLO
morello2Il nostro Gigi si presenta su di un palco di dimensioni generose con un microset composto da una cassa da 16″, due rullanti accordati molto diversamente e un hi hat con un piatto superiore che non è da hi hat, ma un china splash in modo da simulare un crash a brevissimo decadimento tipico della musica elettronica, in particolare della Drum & Bass, Jungle. Presenta un brano riarrangiato di Venetian Snares, composto di breakbeats in 7/4 in stile Jungle.

ANDREA BECCARO
beccaroLa presentazione della nuova Batteria Elettronica Yamaha DTXTREME spetta all’artista biellese Andrea Beccaro, che pur avendo ricevuto il nuovo modello di batteria appena uscito solo tre giorni prima, esegue una dimostrazione delle incredibili possibilità creative della nuova ammiraglia Yamaha sfruttandone al pieno le molteplici funzioni. Nelle abili mani di Mr Beccaro la batteria elettronica mostra la sua vera natura, una natura diversa dalla semplice sostituzione di una batteria acustica, cosa naturalmente impossibile, o una natura che serve a risolvere i problemi con il vicino furioso che facendo i turni non vorrebbe beccarsi sventagliate di doppia cassa per 4 ore al giorno, ma una natura di uno strumento a SE’ che apre un nuovo mondo espressivo e di creazione ancora sconosciuto e inesplorato. Con questa batteria il batterista diventa di più di un componente ritmico, diventa qualcosa che non ha ancora un nome ben formulato e incluso in Wikipedia. Chi sentendo quello che Andrea Beccaro ha fatto usando la batteria elettronica Yamaha come uno strumento musicale ritmico, melodico ed armonico, ancora dice “una batteria elettronica non è una batteria” è da paragonare a qualche matusa che qualche hanno fa’ snobbava i primi DX7, almeno prima che venissero suonati in larga misura da artisti quali Herbie Hancock e Chick Corea, creando nuovi orizzonti espressivi che non sarebbero mai venuti alla luce con un semplice pianoforte, strumento eccelso, ma completamente diverso.

ROBERTO GUALDI E STEFANO BAGNOLI
gualdi-bagnoliEstremamente diversi ma perfettamente amalgamati come una miscela di caffè e zucchero, Mr Gualdi e Mr Bagnoli propongono una miscela perfettamente tostata di groove, ottima tecnica e 4 zollette di ironia e humor musicale che non siamo mai riusciti a cogliere in nessun’altro gruppo ritmico italiano, probabilmente paragonabile a nostra conoscenza solo ai duetti di band ritmiche quali i Drumbassadors o gli Stomp. I due grandi musicisti suonano diversamente, suonano insieme, hanno qualcosa da dire e quello che dicono ha un significato specifico, non ti arriva solo la musica e il buon groove, ma anche il significato poetico che c’è dietro le composizioni, le battute e le risposte, un copione scritto ma che lascia intravedere aperture all’improvvisazione che rimane in tema con il significato musicale e filosofico, l’eterna lotta tra “il bene e il male” “Yin e Yang”, l”Essere e il Divenire” qui sdrammatizzato e reso divertente da questi due assi dello spettacolo con la S maiuscola. Diversi ma uniti, ognuno con le proprie idee ma leali e con un grande cuore, Peppone e Don Camillo della batteria.

CRISTIAN MEYER E GIOVANNI GIORGI
meyer-giorgiQui siamo invece ad un duo paragonabile ad un concerto che vede l’orchestra di Count Basie accompagnare Frank Sinatra e Dean Martin. Due assi in smoking e farfallino, non solo figurativamente, ognuno di essi estremamente preparato ma con una grande dose di classe e personalità artistica, in grado di duettare conservando ognuno la propria e metterla l’uno al servizio dell’altro. La classe non è acqua. Parlano esibendosi di stile e di tecnica, come due interlocutori che dialogano perfettamente l’uno con l’altro senza parlarsi sopra, ognuno esprimendo con rispetto la propria opinione artistica ma rispettando l’opinione dell’altro. Quando si trovano d’accordo e esprimono un’opinione comune, non c’è altro che fermezza e tranquillità in quello che dicono. E poi, come nei migliori film noir, escono sorridenti e con la piega del pantalone pefettamente inamidata.

GIANLUCA PALMIERI
palmieriGiovane batterista romano che ha tenuto alta la reputazione dell’Italia negli states, studiando e ricevendo onori e gloria all’MI di Hollywood, Mr Palmieri si esibisce accompagnato da una band. Al groove, alla tecnica e all’ottimo fraseggio si aggiunge un linguaggio fresco, tipico degli stili più nuovi ed attuali del drumming internazionale, colorato di una personalità che è già decisamente presente, nonostante la sua giovane età. I francesi direbbero “bravò” con l’accento sulla O, noi diciamo “Bravo”, con la B maiuscola, perché Gianluca è un batterista con la B maiuscola.

RICCARDO LOMBARDO E FEDERICO PAULOVICH
riccardo-lombardo-e-federico-paulovichSe abbiamo paragonato Mr Meyer e Mr Giorgi a Frank Sinatra e Dean Martin, con i due giovani fuoriclasse nostrani il paragone è un pò più arduo. Si deve andare nei campi estremi, siamo nel mondo sconosciuto ai mortali dei geni sregolati che scalano dirupi perpendicolari a mani nude, che saltano da un’elicottero in bicicletta, nei film estremi di Jack Ass dove i protagonisti sniffano il wasabi solo per vedere cosa succede. Qui siamo nella tecnica e ritmica estrema, qui si fa sul serio anche quando si scherza, quando arrivano i Navy Seals non si può fermarli se non con un paio di razzi a guida termica. Niente convenzione di Ginevra, niente pallottole convenzionali o sfide a duello in guanti bianchi. Qui siamo fortunati se vediamo le bacchette prima di ritrovarci stesi da una mitragliata mirata a zig zag con un mirino ai fotoni.
Mr Lombardo è a nostro parere uno dei più grandi geni ritmici a livello europeo, con una comprensione di qualsiasi metrica ritmica a livello concettuale, in grado di fraseggiare su qualsiasi forma ritmica con una disinvoltura a dir poco raccapricciante, Mr Paulovich uno dei migliori a livello tecnico con una padronanza quasi schifosa di quelli che sulla carta dovrebbero essere 4 normali arti di un corpo umano nati da un corpo umano e non da Sarah Connor, madre di colui che riuscirà a distruggere la legione dei terminators nel futuro.
Non è possibile descrivere diversamente la loro perfomance, che si è divisa in due parti suonate dai due singoli artisti singolarmente e una parte in duo. Interpelleremo un medium per verificare se è vero che ieri pomeriggio nell’aldilà Frank Zappa rideva compiaciuto insieme ad Gengis Kahn e Knud Johan Victor Rasmussen (scopritore del Passaggio a Nord Ovest).

RONALD BRUNER JR
brunerGiovanissimo astro nascente dalla batteria, e con un curriculum da fare invidia ad un professionista internazionale di 60 anni, Ronald Bruner Jr si esibisce con un’energia, una potenza ed una velocità da lasciare interdetti persino i batteristi più scafati. Soli e groove si susseguono senza sosta lasciando intravedere la personalità estremamente forte di questo artista che parla in modo deciso e chiaro, dice quello che deve dire finendo le frasi in modo netto, esplicito e per niente creato a tavolino.
Questo giovane talento internazionale si esprime in modo vero. Quello che esprime è la materializzazione ritmica della sua personalità in quanto essere.
E quando parla lui non si può fare a meno che stare in silenzio ed annuire, intimiditi e ammaliati.

MYLIOUS JOHNSON
johnsonQuesto musicista è la cosa più strabiliante che abbiamo visto negli ultimi anni. “this is not a drum clinic, clap your hands, move!” dice Mr Johnson al termine del primo brano vedendo noi spettatori incollati al pavimento con le mascelle che rimanevano aperte per la meraviglia. Già batterista di Pink e prossimamente in Tour con Madonna, questo grande artista del Bronx è una macchina da groove, un timing e un tiro a dir poco fenomenale, un cuore ed una personalità che unito alla squisitezza della sua persona hanno reso la sua performance un’esperienza quasi mistica. Accompagnato da una band di ottimi musicisti italiani e internazionali si esibisce con naturalezza ed enorme, enorme, enorme, enorme gusto (enorme) in una performance che fa ballare con grazia anche i tavoli, le sedie, e i pali del tendone del palco esterno. Due set con casse, rulllanti e hi hat differenti integrati in uno solo, per condire perfettamente con l’esatto sapore musicale ogni song, un’enorme hi hat alla Steve Jordan e due grandi braccia abili e tatuate per tirarci fuori musica. Quella vera.
Ascoltandolo e ballando capiamo perché quando il nostro cantante ci ha detto “devi metterci più tiro”, magari avrebbe fatto bene ad aggiungerci un calcio nel sedere e un bel vinile di James Brown, conditi da una buona dose di umiltà che toglie le fette di salame davanti agli occhi, che ci impediscono di migliorare guardandoci in modo obiettivo. Su una cosa ti sbagliavi Mr Johnson. Questa era una delle migliori “drum clinic” a cui abbiamo mai assistito. Grazie di cuore. Di cibo per l’anima è difficile saziarsi.

DAVE WECKL
wecklInutile spendere lunghe frasi su di un batterista che ha creato un modo di suonare la batteria. Mr Weckl è immediatamente riconoscibile nel suo fraseggio e ritmica. L’impronta inconfondibile del suo drumming rimane, seppur condita da alcune frasi nuove, estremamente familiare e tipicamente caratteristica del suo modo di suonare, estremamente personale ed unico. Quando si sentono alcune determinate figurazioni ritmiche, o è Weckl, o qualcuno che ha ascoltato e studiato Weckl. Ieri abbiamo gustato l’originale.

TERRY BOZZIO
bozzioAnche qui, con una band composta di megastar, Supportato dal Groover Pat Mastellotto, con una batteria che potrebbe occupare da sola tutto lo spazio di una birreria di medie dimensioni, suonata musicalmente da uno dei più grandi innovatori della batteria, un batterista che ha inventato un modo di fare il fraseggio ora usato da alcuni dei più famosi batteristi al mondo, cosa potremmo dire su Terry Bozzio? Ci limitiamo a ringraziare Sergio Fanton per averlo portato nel nostro bel paese con armi e bagagli. Non è una cosa semplice, ma lui l’ha fatto.

Per Par condicio non citiamo in questo articolo nessun marchio al di fuori della batteria elettronica Yamaha che è stata l’oggetto stesso dello spettacolo, essendo ogni artista legato ai propri marchi musicali, ne’ i nomi dei molti batteristi e altri strumentisti famosi e meno famosi presenti all’evento, per la paura di dimenticare il nome di qualcuno o creare un’ingiustizia, limitandoci a recensire i batteristi che si sono esibiti durante la manifestazione.

Si ringraziano sentitamente Sergio Fanton, lo staff di Notak Music Solution, il bravissimo tecnico audio Angelo e tutte le persone di cui non ricordiamo il nome o che non conosciamo che hanno reso possibile questo straordinario evento.

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