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Martedì 10 maggio ci sarà da correre.

Ma ne vale la pena.

Due importanti clinic con due fuoriclasse in generi musicali diversi, una nel pomeriggio, quella di Gavin Harrison da Merula a Roreto dei Cherasco, dalle ore 17, e una la sera, quella di Tim Herb Alexander, già batterista dei Primus e dei Perfect Circle, dalle 21 ad Artintown in via Bertollet a Torino.

Organizzato da Sonor by Eko e Notak Music Solutions il primo, e da Tama by Mogar e Ringomusic il secondo, sono entrambi importanti per la natura particolare del seminarista in questione, ed entrambi non hanno molto bisogno di presentazioni.

Vi invitiamo quindi a presenziare alla Clinic di Gavin Harrison che durerà all’incirca fino alle 19 e 30, e precipitarvi a Torino per assistere a quella di Tim Herb Alexander a Torino, c’è pure lo spazio per mezz’ora di pizza o kebab (di Fronte ad Artintown).


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Sabato scorso si è svolto a Torino, presso Artintown, il seminario di John Tempesta, batterista americano di ottima levatura tecnica e musicale.
La sala è gremita di spettatori, molti allievi della Drum School, diversi batteristi ma anche chitarristi e altri musicisti, alcuni giornalisti (tra cui Luciano Beccia di Percussioni), la presidente del Fan Club dei Cult in Italia (John è il batterista di questa storica Band) e persino i cugini di John che vivono nel Sud Italia e che si sono fatti centinaia di chilometri per venire ad applaudirlo.
Dopo un brano iniziale John saluta il pubblico e ci parla di sé. Quello che arriva è che nonostante il successo e la sua presenza sui palchi internazionali John è sempre rimasto nel cuore il metallaro del Bronx che si è comprato la sua prima batteria da un vicino ad un prezzo di 25 dollari e che spendeva i sui pochi guadagni come postino comprandosi pezzi di batteria uno alla volta nel negozio vicino a casa sua.
John è un ragazzo che si è impegnato partendo dal niente fino a diventare un batterista rock metal affermato. John si è fatto da solo, una gavetta come drum tech di Charlie Benante (Anthrax) che lo ha portato a farsi sentire da musicisti durante il sound check, musicisti che lo hanno poi notato e richiesto per lavori in studio e live. Niente magia o calci in culo, tanto lavoro, impegno e la ferrea volontà di non arrendersi. Una ragazzo che con grande umiltà e devozione verso il suo lavoro riesce a regalare alla famiglia un disco di platino ottenuto con i White Zombie, e che considera questo una grandissima soddisfazione, paragonabile all’aver suonato con Toni Iommi, mitico chitarrista dei Back Sabbath. Inutile dire che il John UOMO ci ha conquistato già con il cuore prima ancora di conquistarci con il suo drumming potente e sonoro.
Dopo avere suonato su diverse basi musicali tra cui Cult, Testament e altre, John si è soffermato sullo sviluppo della precisione sui singoli sulle due casse con un esercizio di unisono tra piede destro e sinistro nel quale si concentra l’attenzione sull’evitare i flam tra sinistra e destra.
La tecnica di John si basa sulla potenza e sulla precisione, infatti utilizza quasi esclusivamente colpi singoli sui tom e sulle casse, con l’aggiunta di alcuni drag con il piede destro per rendere il fraseggio più complesso e intrigante.
John usa molti gruppi di 3 su sedicesimi e trentaduesimi, in particolare swiss triplets. Per gli incastri tra piedi e mani mostra dei “semplici” esercizi combinando frasi lineari con 4 colpi singoli di mano e 4 colpi singoli di casse, e 6 colpi singoli di mano e 6 di casse, mischiati tra di loro e portati poi fino a 240 bpm. Molto, molto metal e molto efficace.
Una curiosità che John ci ha rivelato è che quando studia i brani per un’audizione non li studia mai su di una batteria. Li ascolta molte volte e fa l'”Air Play” cioè li suona fingendo di avere una batteria sotto di se, limitandosi a suonarli nell’aria. Dice che da quando ha iniziato a farlo le audizioni sono andate bene, e quindi è diventata per lui una forma di scaramanzia farlo come abitudine.
John presenta gli strumenti musicali di cui è endorser, tra cui il suo rullante signature, un 14”x7” in ottone di cui và particolarmente fiero. John Usa batterie Tama (aveva un set Imperialstar con una cassa da 22, tom 10, 12 e due timpani 16 e 18 anche se generalmente usa due casse da 24), pelli Remo (emperor sui tom, emperor x sul rullante, powestroke sulla cassa), piatti Zildjian e un registratore multitraccia portatile della Zoom.
Ultima perla di saggezza “suonate per la musica non per la tecnica”: un invito a suonare come musicista, al servizio della musica e non di se stessi.
Al termine del seminario, dopo un Solo free form, John si intrattiene volentieri con ammiratori e curiosi, firma autografi e si fa fotografare con i ragazzi che hanno partecipato al seminario.
Al termine della serata si ha l’impressione che un amico debba partire, come mi confessa Marco due giorni dopo, parlando anche della sua semplicità e umiltà partendo dal fatto che nonostante ci fossero diversi ragazzi pronti ad aiutarlo, John si è montato la batteria da solo, facendosi solo aiutare dai ragazzi di Ringo Music per tirarla fuori dalle custodie, e tutto in 15 minuti d’orologio.
Ringraziamo John per il seminario e Marco e Daniele di Ringo Music per l’organizzazione magistrale e i diversi allievi della scuola che vi hanno partecipato.
A presto John, Torino ti augura la fortuna che meriti!
G

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