ringo music

Organizzato da Marco Pugliese di Ringo Music il seminario del giovane talento americano Ronald Bruner Jr. si svolgerà martedì 20 Aprile 2010, ore 21 presso ARTINTOWN di via Berthollet 25, a Torino.
Il batterista, che abbiamo personalmente visto ed apprezzato al Groove Day 2010, è uno dei maggiori esponenti del nuovo modo di suonare e di fraseggiare tipico dei batteristi gospel americani grandi nel groove e nel fraseggio ultraveloce e denso di frasi lineari scomposte sulla batteria. Da vedere.
L’ingresso è libero.
ronald-bruner

Domenica 31 Gennaio 2010 si è svolta presso il Peocio di Trofarello l’evento “Batteristi per Haiti”.

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L’evento, ideato da Gigi Morello, fondatore e presidente della GM Drum School, in coordinazione con il Direttore piemontese della croce Rossa Piemontese, dottor Tonino Calvano, ha coinvolto numerosi batteristi e percussionisti in rappresentanza della maggioranza delle realtà didattiche batteristiche piemontesi.

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L’evento è stato pubblicizzato tramite TV, radio giornali e sul web.

intervista-videogruppo

Presenti oltra alla “GM Drum School“, il “Percstudio” di Giorgio Gandino, “l’Accademia di Musica Moderna” di Furio Chirico, L’Accademia “Lizard” di Gianluca Fuiano, L’Istituto Musicale Baravalle  di Carlo Bellotti, la scuola di Sergio Ponti, la scuola “LA RITMICA” di Gianni Branca la “Suoneria” dove insegnano Rolando Nesta ed Alessia Mattalia.

Durante lo spettacolo numerosissimi esperti delle arti percussive si sono esibiti in performance live di varia natura e genere musicale, Insegnanti ed allievi spalla a spalla, accompagnati da diversi validi musicisti nel dettaglio:
Carlo Bellotti, Gianni Branca, Alberto Borio, Emanuele Boschi, Gianluca Buosi, Alberto Colletti, Marco Cutolle,  Anna Di Leva, Gianluca Fuiano, Simone Franchino, Daniele Garese, Max Gordiani, Stefano Griffone, Riccardo Lombardo, Riccardo Moffa, Gigi Morello, Rolando Nesta, Ruggero Piazza, Fabrizio Piva, Maurizio Plancher, Daniele Rauso, Raphael Saini, Marco Sperindio.

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Nell’arco della serata sono stati messi all’asta di beneficenza per Haiti 2 strumenti musicali, un Cahon offerto da Ringomusic di Torino e un Rullante commemorativo dell’evento, bianco con la croce rossa, da Vibe Drum, di Imola. Il noto batterista a livello internazionale Marco minnemann ha offerto diversi suoi CD per la vendita e la vendita di questi è andata in beneficenza.

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Alcuni  batteristi e noti didatti che non hanno potuto presenziare all’evento hanno inviato un saluto che è stato letto sul palco durante l’evento, tra di essi diversi insegnanti del Berklee Music School of Boston sensibilizzati dall’insegnante Sergio Bellotti: Ecco alcuni dei commenti e saluti:

 

My words are empty and meaningless… for having never experienced such a  horrific tragedy…but for those who have… their words speak from the heart..and perhaps the words of a holocaust survivor reflect a resilient spirit… that the people of Haiti will have to draw upon from their reservoir of hope….. ” A home is something you lose….”

The people of Haiti will forever be in my thoughts and prayers…

Ciao,

Jon Hazilla (Brush Master insegnante al Berklee Music College di Boston))

“In addition to helping however you can, pray for the victims in Haiti and others like them all over the World; that we may see more acts of kindness, like when families take in an orphan from such a disaster.”

Mike Mangini (insegnante al Berklee Music College di Boston)

How cool!

What a great move….I’d rather put in some of my CDs for sale and donate the money of that.

Marco Minnemann

Tragedie come quella di Haiti ci fanno riflettere su quanto preziosa sia la vita, l’acqua ed una mano tesa per chi ne ha bisogno.

Con la batteria possiamo farci sentire. Donare soldi e’ molto importante ma lo e’ anche prodigarsi con la propria arte per aiutare alla raccolta di soldi.

Gli artisti potrebbero fare molto di piu’ e tutto l’anno perche’ le catastrofi e i bimbi che muoiono di fame e’ un problema di ogni giorno.

Spero che questa ed altre iniziative abbiano sempre una parte degli incassi per le tante cause da risolvere.

GOD BLESS THE WORLD….non GOD BLESS THE USA come dicono qui negli usa. E come cantava Sting con i Police. ONE WORLD (not 3)

Un abbraccio a tutti da Boston

Sergio Bellotti (insegnante al Berklee Music College di Boston)

“NON SEMPRE E’ POSSIBILE CONDIVIDERE LE EMOZIONI DELLA MUSICA INSIEME, GLI IMPEGNI A VOLTE CI PORTANO LONTANO, MA IL CUORE E’ UNO SOLO ED INDIVISIBILE ED E’ TUTTO PER HAITI

FURIO CHIRICO presidente per il Piemonte della Accademia di Musica Moderna

“Dear friends,Through the ages, the drum has been many things, but, above all, it has been a messenger. At this gathering, let our drumming send a message of hope, compassion and brotherhood, as we try to lend a helping hand to those who have been hit hard by nature’s unpredictable force. And, as we reach out help others, we are helping ourselves also, for maybe we can’t stop bad things from happening, but there is a sense of empowerment that comes from playing a part, even a small one, in making things a little better. Much like practicing improves our drumming, helping those in need makes us better people. And never forget, tomorrow it could be you or me in a horrible situation like the one people of Haiti are facing today. This fact alone should give you every reason to do what you can to help!My best to all of you, and, on this night,  may your drumming be heard all the way to Haiti!”

Marko Djordjevich docente del Drummer’s Collective di New York

“Cerchiamo di non vivere nella cecità,nella sordizia,nell’ignoranza,nell’indifferenza ma cerchiamo di svegliarci per ritrovare un pò di buon senso e di dignità per tutta quella gente e quei bambini rimasti da soli”.

GianPaolo Petrini, fondatore della Scuola “Professional Drum”

Ciao a tutti!

Come forse già sapete, recentemente sono stato sottoposto ad una delicata e importante operazione chirurgica, che fortunatamente si è risolta nel migliore dei modi.

Tuttavia non ho ancora riacquistato al meglio le forze, ed è questo il motivo che mi impedisce di essere oggi qui con voi e partecipare a questo evento voluto e realizzato dall’amico Gigi Morello.

Vi immagino numerosi e carichi di… colpi singoli-doppi e paradiddles!

Adesso fate un applauso a Gigi che ha dimostrato, oltre alla indiscussa bravura come batterista, di avere una sensibilità da vero artista.

Ti abbraccio Gigi… e a voi tutti un caro saluto!

Giorgio Gandino, presidente del Percstudio e uno dei padri della batteria in piemonte

beh di solito non è che sia molto bravo con i discorsi, perciò posso solo dire che ammiro tutte le persone che hanno partecipato a questa manifestazione e che purtroppo anche se non posso essere presente di persona lo sono di sicuro con il cuore!

Chiudo con una citazione;

“La bontà è l’unico investimento che non fallisce mai.”

Henry David Thoreau

Mark Bonfry, batterista emiliano e fondatore del portale per batteristi “Drummershouse.net”

“oggi si dimostra che la musica non solo unisce

gli animi ma è anche in grado di unire le persone per aiutare concretamente chi soffre”.

Alessia Mattalia, insegnante di batteria piemontese

 

Si vuole rendere noto che l’intero personale di Peocio capitanati da Tony Scantamburlo ha devoluto in beneficenza la paga della giornata di lavoro. Si ringrazia inoltre l’aiuto dei volantari della Croce Rossa di Trofarello, coordinati da Roberto Ghio, e l’organizzazione logistica e pubblicitaria dell’evento da parte di Franco Stella ed Enrico Campo e l’aiuto speciale fornito da Marco Sperindio per la raccolta fondi.

L’intero incasso degli ingressi, degli strumenti messi all’asta e delle offerte dei partecipanti è stato devoluto alla Croce Rossa Italiana per aiutare i bimbi vittime del terremoto di haiti.
 

Bernard Pretty Purdie
E’ il batterista più registrato al mondo: compare nei credit di oltre 4.000 album e ha prestato la propria arte a mostri sacri del calibro di JAMES BROWN, ARETHA FRANKLIN, LOUIS ARMSTRONG, B.B. KING, MILES DAVIS, GATO BARBIERI, STEELY DAN, DIZZY GILLESPIE, MARVIN GAYE, JACKSON FIVE, NINA SIMONE, GROVER WASHINGTON e decine di altri big.
E’ considerato, nella comunità batteristica internazionale, come uno dei punti di riferimento imprescindibili: batteristi come Steve Gadd, David Garibaldi e il compianto Jeff Porcaro, lo hanno citato tra le proprie influenze principali ed è accreditato da tutti come il vero GROOVEMASTER.
La clinic avrà come tema principale il GROOVE: si partirà da un percorso ideale tra il jazz di New Orleans per arrivare al funk degli anni ’70, passando attraverso decenni di storia musicale americana fino a giungere alla costruzione del ritmo.
La clinic si terrà presso il Teatro Arti e Mestieri di Torino (Corso Brin 26, 50 metri dal multisala Medusa). L’appuntamento è per DOMENICA 28 GIUGNO, con inizio clinic alle 15:30. Bernard sarà accompagnato da Sergio Bellotti, suo studente e docente presso il Berklee College of Music di Boston, in veste di performer e traduttore.
Quella di Torino sarà l’unica drum clinic europea e sfugge al solito circuito di sponsor aziendali: per questa ragione ci sarà un biglietto d’ingresso (15 Euro) e tutto l’incasso verrà devoluto in beneficenza all’Associazione Onlus “La Stampa” Specchio Dei Tempi. Non un solo euro finirà nelle nostre tasche e per questa ragione vi invitiamo a partecipare ad un evento davvero unico nel suo genere.
Trattandosi di un teatro con un numero limitato di posti vi invitiamo, qualora veniste da fuori città e foste interessati a partecipare, a dare conferma mandandoci una mail indicando nome, cognome, recapito telefonico e il numero di biglietti che intendete prenotare.

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Domenica 15 Giugno 2009 presso Il Peocio di Trofarello, si è svolto il saggio della Drum School. Erano presenti più di 200 spettatori e il locale era strapieno.
Si sono esibiti sul palco più di 30 allievi e 6 insegnanti in un clima di amicizia e tanta buona musica.
Gli Allievi, con età 8 agli over 50 anni hanno tutti espresso, in relazione al proprio livello di preparazione tecnica, la loro espressione artistica e le loro preferenze stilistiche interpretando un brano  musicale.
I generi presentati spaziavano dalla Disco, al Funk, al Jazz, al Latin, al Metal, al Rock Classico, alla Fusion.
Si ringraziano sentitamente Tony del Peocio, per averci ospitato, Gli insegnanti della Drum School, tutti gli allievi della Drum School che hanno dato il cuore e l’anima, Enrico Campo per il supporto con la strumentazione, Massimo Cioffi per l’aiuto come tecnico di palco, Lele Bertazzoni per le riprese video, i nostri sponsor Ringo Music, VIBE DRUM, UFIP Cymbals, Aquarian Drum Heads, e tutti i partecipanti all’evento.
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Sabato scorso si è svolto a Torino, presso Artintown, il seminario di John Tempesta, batterista americano di ottima levatura tecnica e musicale.
La sala è gremita di spettatori, molti allievi della Drum School, diversi batteristi ma anche chitarristi e altri musicisti, alcuni giornalisti (tra cui Luciano Beccia di Percussioni), la presidente del Fan Club dei Cult in Italia (John è il batterista di questa storica Band) e persino i cugini di John che vivono nel Sud Italia e che si sono fatti centinaia di chilometri per venire ad applaudirlo.
Dopo un brano iniziale John saluta il pubblico e ci parla di sé. Quello che arriva è che nonostante il successo e la sua presenza sui palchi internazionali John è sempre rimasto nel cuore il metallaro del Bronx che si è comprato la sua prima batteria da un vicino ad un prezzo di 25 dollari e che spendeva i sui pochi guadagni come postino comprandosi pezzi di batteria uno alla volta nel negozio vicino a casa sua.
John è un ragazzo che si è impegnato partendo dal niente fino a diventare un batterista rock metal affermato. John si è fatto da solo, una gavetta come drum tech di Charlie Benante (Anthrax) che lo ha portato a farsi sentire da musicisti durante il sound check, musicisti che lo hanno poi notato e richiesto per lavori in studio e live. Niente magia o calci in culo, tanto lavoro, impegno e la ferrea volontà di non arrendersi. Una ragazzo che con grande umiltà e devozione verso il suo lavoro riesce a regalare alla famiglia un disco di platino ottenuto con i White Zombie, e che considera questo una grandissima soddisfazione, paragonabile all’aver suonato con Toni Iommi, mitico chitarrista dei Back Sabbath. Inutile dire che il John UOMO ci ha conquistato già con il cuore prima ancora di conquistarci con il suo drumming potente e sonoro.
Dopo avere suonato su diverse basi musicali tra cui Cult, Testament e altre, John si è soffermato sullo sviluppo della precisione sui singoli sulle due casse con un esercizio di unisono tra piede destro e sinistro nel quale si concentra l’attenzione sull’evitare i flam tra sinistra e destra.
La tecnica di John si basa sulla potenza e sulla precisione, infatti utilizza quasi esclusivamente colpi singoli sui tom e sulle casse, con l’aggiunta di alcuni drag con il piede destro per rendere il fraseggio più complesso e intrigante.
John usa molti gruppi di 3 su sedicesimi e trentaduesimi, in particolare swiss triplets. Per gli incastri tra piedi e mani mostra dei “semplici” esercizi combinando frasi lineari con 4 colpi singoli di mano e 4 colpi singoli di casse, e 6 colpi singoli di mano e 6 di casse, mischiati tra di loro e portati poi fino a 240 bpm. Molto, molto metal e molto efficace.
Una curiosità che John ci ha rivelato è che quando studia i brani per un’audizione non li studia mai su di una batteria. Li ascolta molte volte e fa l'”Air Play” cioè li suona fingendo di avere una batteria sotto di se, limitandosi a suonarli nell’aria. Dice che da quando ha iniziato a farlo le audizioni sono andate bene, e quindi è diventata per lui una forma di scaramanzia farlo come abitudine.
John presenta gli strumenti musicali di cui è endorser, tra cui il suo rullante signature, un 14”x7” in ottone di cui và particolarmente fiero. John Usa batterie Tama (aveva un set Imperialstar con una cassa da 22, tom 10, 12 e due timpani 16 e 18 anche se generalmente usa due casse da 24), pelli Remo (emperor sui tom, emperor x sul rullante, powestroke sulla cassa), piatti Zildjian e un registratore multitraccia portatile della Zoom.
Ultima perla di saggezza “suonate per la musica non per la tecnica”: un invito a suonare come musicista, al servizio della musica e non di se stessi.
Al termine del seminario, dopo un Solo free form, John si intrattiene volentieri con ammiratori e curiosi, firma autografi e si fa fotografare con i ragazzi che hanno partecipato al seminario.
Al termine della serata si ha l’impressione che un amico debba partire, come mi confessa Marco due giorni dopo, parlando anche della sua semplicità e umiltà partendo dal fatto che nonostante ci fossero diversi ragazzi pronti ad aiutarlo, John si è montato la batteria da solo, facendosi solo aiutare dai ragazzi di Ringo Music per tirarla fuori dalle custodie, e tutto in 15 minuti d’orologio.
Ringraziamo John per il seminario e Marco e Daniele di Ringo Music per l’organizzazione magistrale e i diversi allievi della scuola che vi hanno partecipato.
A presto John, Torino ti augura la fortuna che meriti!
G

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