musica

PRINCIPI BASILARI E GENERALI

Noi insegnanti e collaboratori della Drum School crediamo che:

  • La musica e il ritmo in particolare sia un linguaggio basilare universale che unisce tutti i popoli della terra indifferentemente da colore della pelle, razza, fede politica, credo religioso ed estrazione sociale e come tale favorisca a mantenere la pace e l’armonia nel mondo.
  • Noi crediamo che tramite la percussione sia possibile aiutare tutte le persone, includendo persone fisicamente o mentalmente disabili, a comunicare ed esprimere se stessi e quello che hanno nel cuore e nell’anima.
  • Noi crediamo che come sulla terra esistono un’infinità di lingue e dialetti parlati esistano anche miriadi di linguaggi e lingue musicali, quindi stili o generi musicali ognuno degna di rispetto e attenzione e che ogni linguaggio musicale già consolidato o appena in fase di formazione abbia diritto di essere preservato, insegnato e comunicato liberamente sia dall’insegnante che dal musicista.
  • Noi crediamo che un musicista abbia diritto di esprimersi usando il suo linguaggio o dialetto musicale con libertà, adottando stili e frasi musicali che più rappresentano quello che vuole esprimere, e che per questo non debba essere criticato, categorizzato in modo negativo od osteggiato in qualsiasi modo. Noi crediamo che un musicista abbia diritto di interpretare un brano o una frase musicale liberamente secondo la sua conoscenza o linguaggio musicale.
  • Noi crediamo che la musica come l’arte non sia una competizione dove chi arriva secondo perde la gara. Noi crediamo che l’arte non debba essere sottoposta a giudizi del tipo “Giorgio suona meglio di Paolo” ma che l’unico giudizio consentito sia quello personale dell’ascoltatore, che può giudicare se questa o quell’altra musica incontrano più o meno i suoi gusti.
  • Noi crediamo che essendo la musica Comunicazione, debba includere il rispetto dei musicisti verso gli altri musicisti e un comportamento corretto verso gli altri, disapproviamo la diffamazione di altri musicisti e ci limitiamo a pareri strettamente personali e limitati al gusto musicale personale dell’inidividuo senza parlarne male, anche se potrebbero essere di altre scuole di pensiero e realtà socio culturali.
  • Noi crediamo che a un musicista debba essere consentito di ampliare i suoi orizzonti culturali e musicali tramite la comunicazione musicale con altri musicisti, e che debba potere essere informato di nuove tecniche, stili, linguaggi a prescindere da idee stilistiche e senza veti di parte o di fazione musicale, sia motivate da scuole di pensiero musicale fondamentaliste, sia da interessi di lobby di interesse.
  • Noi crediamo che il singolo individuo abbia diritto di professare le proprie idee personali, politiche e/o religiose per mezzo dei testi delle canzoni che compone o interpreta, o nel suo look. Lasciamo al singolo individuo la libertà di esprimere codeste idee che non appoggiamo ne osteggiamo, limitandoci a supportare il lato musicale della composizione.

TECNICA E DIDATTICA

  • Noi crediamo che la tecnica e l’indipendenza siano secondarie alla musica, ma crediamo anche che una tecnica superiore possa permettere ad un musicista una maggiore libertà di espressione.
  • Noi crediamo che velocità e indipendenza ad alto livello non siano indispensabili per fare musica, ma che siano indispensabili in alcuni stili musicali.
  • Noi crediamo che come le persone imparano prima a parlare e poi a leggere e scrivere debbano seguire la stessa sequenza nell’imparare a comprendere una partitura musicale. Noi crediamo che le persone debbano prima comprendere il concetto delle note musicali e poi leggerle e rappresentarle su carta. Noi crediamo sia innaturale insegnare a leggere musica prima ancora di essere in grado di “parlarla”.
  • Noi crediamo che debba essere usato un linguaggio comprensibile nell’insegnamento del solfeggio, e che nomi presi dalla scuola classica quali “minima” o “fusa” o altri debbano essere sostituiti da termini di comprensione semplice e relativa, quali 1/4 , 1/8, 1/16 ecc, dove conoscendo le semplici basi delle operazioni numeriche si può arrivare ad una comprensione relativa e concettuale dei termini e quindi ad un’applicazione pratica.
  • Noi crediamo che la teoria e la tecnica pura debbano essere sempre abbinati e studiati in associazione e con un giusto bilanciamento all’applicazione pratica o stilistica. Noi non crediamo che anni di studio di teoria, rudimenti o di una figurazione ritmica senza un’applicazione pratica servano solo a rendere lo studio pesante e a far perdere la voglia e l’interesse allo studente.
  • Noi crediamo che una valutazione a voti o gradi o un “giusto e sbagliato” sia corretta solo se relativa a specifici argomenti tecnici quali l’esecuzione tecnica, la precisione ritmica, la velocità e altri argomenti misurabili effettivamente ma mai su argomenti soggetti a linguaggio o stile personali.
  • Noi crediamo che un insegnante non debba settorializzare o personalizzare a sua idea o piacimento il modo di suonare di un suo allievo. Crediamo che tecnica e indipendenza o frasi basilari debbano includere combinazioni che includono lo spettro completo delle possibilità ritmiche, lasciando poi all’allievo il compito di usare quelle che più soddisfano le sue esigenze e gusti musicali mentre è in grado di eseguirle tecnicamente tutte.
  • Noi crediamo che quando un insegnante insegna un determinato ritmo o frase musicale specifico debba categorizzarlo come uno stile musicale e non darlo come modello assoluto da fare eseguire all’allievo per considerare che ha imparato a suonare lo strumento. Esempio: fare imparare a tutti gli allievi i propri ritmi favoriti e categorizzarlo come “il modo di imparare lo strumento” non è accettato se non categorizzato come lo stile musicale dell’insegnante o del musicista che utilizza il ritmo o frase musicale. L’insegnante deve rendere possibile all’allievo la creazione di ritmi e frasi musicali personali da parte dell’allievo e solo nello studio degli stili musicali si imparano dei modelli di ritmo e frase musicale, ma devono essere categorizzati in quanto tali.
  • Noi crediamo che un insegnante debba riconoscere apertamente con l’allievo i suoi eventuali errori e che debba delegare ad un altro altro insegnate l’allievo in caso che la sua preparazione tecnica o stilistica di insegnante manchi in un determinato campo necessario alla preparazione dell’allievo, mettendo da parte gli interessi personali.

DIRITTI DEL MUSICISTA E PROGETTI A LIVELLO SOCIO-CULTURALE

  • Noi crediamo che un musicista non debba essere favorito od osteggiato per la sua appartenza, affiliazione o simpatia verso un partito polito, una religione, un’etnia o altro tipo di associazione ad un’entità culturale, imprenditoristica ecc. Noi Disapproviamo enti ed associazioni che favoriscono o osteggiano Musicisti o insegnanti poiché affini alle loro idee o ai loro interessi ed interessi al di fuori di quelle musicali.
  • Noi crediamo che un Musicista debba essere salvaguardato e che gli venga permesso di esercitare la propria passione studiando il suo strumento e che non debba essere limitato da decisioni ingiuste o che i suoi diritti a suonare e ad accrescere la sua preparazione tecnica e musicale vengano violati, quando tutelato dalla legge, in virtù dell’opposizione di un minoranza, anche se l’opposizione è espressa a “voce alta”.
  • Noi crediamo che la batteria sia uno strumento effettivamente musicale comparabile a strumenti quali il pianoforte, la chitarra, il violino, e come tale abbia diritto di essere riconosciuto dalle istituzioni come uno strumento a pieno titolo e riconosciuto ufficialmente dallo stato alla stessa stregua di altri strumenti “ufficialmente insegnabili” quali le percussioni classiche. Noi crediamo che un batterista non debba essere obbligato a studiare uno strumento che ha poco a che fare con la batteria, quale il vibrafono o altri per potere essere riconosciuto come un insegnante o musicista qualificato. Allo stesso modo noi crediamo che un chitarrista elettrico non debba forzatamente imparare a suonare la chitarra classica usando solo specifiche tecniche di dita, sonorità e fraseggio per potere essere considerato un Maestro della chitarra.
  • Noi crediamo che un batterista che studia per anni con impegno questo fantastico strumento abbia diritto ad un riconoscimento morale ed economico paragonabile a quello che ottiene un professionista nel campo delle belle arti quali il cinema, il teatro e la comunicazione in genere.
  • Noi crediamo che l’istruzione musicale debba essere alla portata di tutti e che le persone possano ricevere una sovvenzione o borsa di studio come in tutte le altre attività artistiche, anche se desiderano suonare uno strumento non “ufficialmente riconosciuto” e che possano coltivare la propria istruzione musicale con tutta l’accuratezza e la professionalità e le materie scolastiche e le sovvenzioni che vengono destinate ad altri strumenti “nobili”, e che questo debba includere tutte le sfaccettature dell’insegnamento musicale, quali la tecnica, gli stili musicali, la musica d’insieme, il solfeggio, l’ear training (l’addestramento uditivo), lo studio della sonorità, le teniche di base sulle pubbliche relazioni ed il marketing necessari per inserirsi nel mondo musicale come un vero professionista e qualsiasi altra istruzione possa risultare necessaria.
  • Noi crediamo che ci si debba battere in modo legale e civile per ottenere questi diritti nelle istituzioni, arrivando ad ottenere l’insegnamento di questo strumento nelle scuole di stato, e che lo studio di questo strumento riconosciuto sia equiparato e riconosciuto per diritti e prerogative agli altri strumenti, e che l’istruzione musicale non sia riconosciuta solo se compiuta su stili quali il jazz o la musica classica, ma che includa tutte le sfaccettature della Musica e degli stili musicali.
  • Noi crediamo che qualunque membro dell’associazione abbia diritto di assicurarsi che un altro membro dell’Associazione, incluso il suo insegnante, rispetti questi principi, e abbia il diritto di farglielo notare in caso li violi, e in caso di ripetuta mancanza o mancanza di volontà nel correggersi farne rapporto al Consiglio direttivo perché la persona venga ammonita o negli estremi estromesso dall’associazione.

Presidente e fondatore
Gigi Morello

Vicepresidente
Franco Stella

Segretario
Enrico Campo

Membri:
TUTTI VOI CHE VI RICONOSCETE IN QUESTE PRINCIPI!

vacanza in musica
Ciao! L’Amico e collega Gianluca Fuiano, creatore del Progetto Nazionale “Vacanza in Musica” mi ha ufficialmente comunicato che sono ancora disponibili dei posti per la fantastica vacanza Studio-Divertimento organizzata dal lui ed il suo team nella splendida costa amalfitana.
Scrivo questo post dopo avere ricevuto alcune Mail di Allievi e amici che visitando il sito del Progetto hanno creduto che le iscrizioni fossero già chiuse e hanno protestato.
Beh, il progetto è ancora aperto a Musicisti di ogni strumento e non solo, ma anche ad amici e parenti che spendendo la modica cifra di 700 euri comprendenti pensione completa vogliono passare una splendida vacanda di 12 giorni in uno dei più bei posti in Italia. (800 euro, quindi solo 100 euro in più per partecipare a tutti i corsi e seminari)
Inoltre sarò presente anche io in questa Vacanza-Seminario e farò parte del corpo insegnanti che include personaggi di spicco della Scena batteristica nazionale, Batteristi di ogni genere Musicale, dal Jazz al Pop, al Funk, al Death Metal.
Ma non solo batteristi, abbiamo il top dell’insegnamento di piano, tastiere, chitarra, voce, danza, basso ecc. ecc.
In Pratica gli allievi di tutti i vari docenti avranno la possibilità di conoscersi e di imparare dai diversi insegnanti spaziando nelle varie scuole di pensiero e imparando i vari generi musicali proposti in un clima di amicizia e competenza cullati dalla bellezza del luogo.
Gianluca ha compreso in pieno che la musica è un linguaggio che permette la comunicazione tra gli artisti superando qualsiasi barriera che possa esistere, e ha organizzato un progetto colossale per dare la possibilità a musicisti di ogni genere e livello di studio di relazionarsi  e imparare non solo dagli spartiti ma anche dal vivere insieme e insieme creare qualcosa di grande che fa crescere una persona spiritualmente e musicalmente.
Inutile dire che siete tutti invitati e vi prego di scrivermi se avete bisogno di informazioni o aiuto nelle logistiche.
G

LA GIGI MORELLO DRUM SCHOOL ALLA UFIP

7:15

Caffè?

All’appello non sembra mancare proprio nessuno. Gigi e Franco ci sono, Pino è già dentro la sala e io sono appena arrivato. Le nostre facce la dicono lunga, è presto, e un caffè alla macchinetta di Emergenza Musica ci fa subito mettere in moto le idee e la macchina. Si parte.

 

8:30

Primo autogrill, secondo caffè.

Durante la prima parte di viaggio non può che regnare un argomento fra tutti: la batteria. In mezzo a quattro batteristi intenti ad ascoltare buona musica l’unica voce stonata sembra essere quella del navigatore. L’idea é chiara a tutti: presentare la realtà della nostra Drum School alla UFIP, icona incontrastata nel campo batteristico. In più noi vogliamo farlo di persona, parlando faccia a faccia con i più grandi fabbricatori di piatti italiani. Le chiacchiere e i chilometri colano via veloci e non c’è il tempo di farsi troppe domande. Il cartello “Benvenuti a Pistoia” ha già risposto a tutti. Siamo arrivati.

 

11:20

Varcare la soglia.

FRANCO STELLA GIGI MORELLO E PINO MONTEVERDE ALLA UFIP

Finalmente entriamo nella fatidica UFIP. Gigi è di casa e ci presenta alle prime persone che incontriamo spiegando che veniamo da lontano ma che a discapito dell’apparenza non siamo i re magi: i pacchi che portiamo sono solo prodotti tipici (dolci e qualche buon vino), regalo per il Presidente della UFIP, il mitico signor Tronci.

 

11:30

Facce di bronzo.

Gigi Morello e Sergio Fanton alla UFIP

Conosciamo Sergio Fanton, Artist Manager della UFIP, che ci porta a fare un giro in produzione. Lui è un personaggio speciale, ha persino lavorato come tecnico personale di Stewart Copeland e Jo Jo Meyer!!!! Ascoltiamo ammirati le sue parole e ci facciamo portare in giro per un tour nel sancta sanctorum della UFIP. Finalmente vediamo come si fanno i piatti! Gigi sa già molte cose, tutti facciamo domande e tocchiamo di tutto. Ogni tanto spunta qualcuno con la faccia e la tuta completamente nera per la fusione del bronzo. Io ho già fatto un centinaio di foto e tutti gli artigiani che incontriamo in produzione sono molto gentili con noi e ci spiegano tutto. Assistiamo alla martellatura (tutta a mano!) e ai vari momenti della rifinitura fino ai piatti finiti che per essere chiamati tali devono superare il difficile esame di tutti tra cui quello di Damiano Tronci.. Sa tutto in fatto di piatti, ci parla dei suoi esperimenti creativi e del suo lavoro e di come un piatto assume un suono a seconda di come viene fuso, tornito, martellato. Rimaniamo a bocca aperta da tanta esperienza.

FUCINA UFIP

MARTELLATURA UFIP

 

 

13:30

Questa è la Drum School.

Le chiacchiere fatte con Sergio a proposito della nostra scuola sono state fruttuose per più motivi. Sergio sembra addirittura stupito di conoscere solo oggi una realtà come la nostra, forse l’unica nella nostra città. Per questo ci scambiamo opinioni e contatti. Siamo contenti, c’è un buon feeling. Le idee volano ma gli stomaci brontolano. Pranziamo insieme?

 

15:00

Il paese dei balocchi.

GIGI MORELLO E LUIGI TRONCI ALLA UFIP

DRUM SCHOOL E TRONCI

Anche a tavola continuiamo la riunione e scherziamo con Sergio e con Elisabetta Tronci, responsabile dell’amministrazione. Ora però ci aspetta l’incontro con il mitico signor Tronci. Molti batteristi tra cui Gigi me l’hanno descritto come un tipo incredibile e appena lo vediamo arrivare ci saluta con il suo sonoro accento toscano e dice che ci deve assolutamente far vedere una cosa. Capisco che avevano ragione. Infatti ci fa subito guardare un video sulla storia della UFIP e ci spiega chi sono i suoi parenti “piattai” man a mano che appaiono sul monitor. Uomini che da decine e decine d’anni sono capaci di forgiare dei piatti dal suono incredibile. La chiacchierata con il signor Tronci prosegue allegra. Apprezza i nostri doni e le idee della nostra Drum School. Poi arriva finalmente il momento di provare i piatti. Benvenuti a “Piattoland”, ragazzi, altro che giostre! E’ il signor Tronci in persona a farci da guida. Dispensa a tutti consigli su suoni e composizioni di piatti che neanche immaginavo. Gigi prova praticamente di tutto. Il Presidente continua a portarci piatti di tutti i tipi e ci spiega come sono fatti. L’umore è alle stelle ma purtroppo comincia a essere tardi.

16:45

“Due Parole con il Boss”

Incontriamo Alberto Biasei, General Manager della UFIP. Con lui pianifichiamo futuri progetti e metodi di rendere il marchio ufip sempre più presente ed ancora più consacrato a livello internazionale. Discutiamo dei nuovi progetti con le istituzioni che abbiamo in ballo e della presenza della scuola in tutto il territorio nazionale. Lasciamo parlare Gigi e “l’ingegnere Pino Monteverde” di Emergenza Musica (per noi prima era solo Pino) e ci facciamo piccoli piccoli guardando in giro l’arredamento dell’ufficio mentre il Boss parla di analisi di vendita e distribuzione a livello internazionale. Gigi mi presenta come insegnante del progetto speciale della scuola dedicato ai bambini, elemento portante della scuola. Se sono arrossito, quando Gigi tesseva le mie lodi e brevemente illustrava il nostro metodo di insegnamento, è solo per il caldo…

 

17:30

“Tornate a trovarci”!

LELE BERTAZZONI GIGI MORELLO E LUIGI TRONCI ALLA UFIP

Così ci apostrofa il Signor Tronci mentre ci saluta. Deve andare alla Fondazione sua omonima, un museo storico di strumenti musicali e della sua famiglia. Ci invita a tornare, a portare tutti gli allievi, per visitare l’officina e magari mangiare qualcosa sui prati. Ci vengono regalati cataloghi, adesivi, felpe, cappellini, piatti e auguri per un buon viaggio di ritorno. A presto.

LUIGI TRONCI INTONA GLI SPLASH

 

19:15

Il ritorno.

E’ già un po’ che stiamo viaggiando verso casa. Siamo tutti e quattro stanchi ma l’euforia non è passata. Nascono molte idee per la Scuola, che presto magari vedrete online, e ricordiamo tutto ciò che abbiamo visto e sentito. Non sono il solo infatti, credo, ad avere ancora addosso le parole, le idee e i progetti delle ore appena trascorse e soprattutto il suono di quei piatti. Caldo, denso, esplosivo e “brillante”. Proprio come questa giornata.

 

Grazie a Luigi Tronci, Damiano Tronci, Elisabetta Tronci, Sergio Fanton, Lorenzo e Peppe,

 

Lele.

 

Saggio Gigi Morello Drum School 2008

Saggio Gigi Morello Drum School 2008


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