massimo pacciani

evoluzioneRimango piacevolmente sorpreso ricevendo il nuovo metodo del famoso didatta Italiano Franco Rossi. Circa duecento pagine, copertina decisamente ammiccante ma umile (nessuna foto del maestro in copertina) e cd comprendente più di 20 tracce audio da suonare in play along, basi suonate da musicisti reali con metronomo per fare pratica, più consigli da batteristi e didatti di ogni livello e scuola.

Probabilmente il più voluminoso libro sulla batteria scritto in Italia che abbia mai visto, a mia conoscenza solo inferiore (per numero di pagine ma non in contenuti) al famoso libro sulla batteria scritto da Andrea Centazzo nel 1982.
Prima di iniziare a sfogliarlo voglio parlare, anche se brevemente dell’autore, la Persona Franco Rossi, per potervi meglio descrivere la sua opera, per chi non avesse avuto il piacere di conoscerlo personalmente e lavorarci accanto come me, nemmeno membro della sua rete scolastica, ma come persona che in teoria, nel duro e spietato mondo del lavoro, dovrebbe essere un suo concorrente. Se alcune persone pensano che l’Arte sia una gara, l’uno contro l’altro, queste non hanno sicuramente la minima similarità con Franco Rossi.

L’UOMO

franco-rossi

Franco Rossi è una persona vera, umile ma allo stesso tempo fiera e carismatica, sempre disposta ad impartire i suoi insegnamenti senza tenere niente solo per sé, sempre pronto ad imparare e a ricercare la conoscenza anche dal più umile degli insegnanti o batteristi, senza dare peso al fatto che con il suo nome e la sua fama molti altri al suo posto si sarebbero considerati “arrivati” e avrebbero vissuto di rendita negli allori del gotha del batterismo italiano.

Franco Rossi ti ascolta quando parli, tu sei importante per lui, non è la persona che ti “ascolta” ma intravedi il flusso del tuo discorso che gli passa da un’orecchio all’altro per poi dissiparsi nello spazio immenso e spandersi nel vuoto assoluto.
Un vero musicista ascolta, comprende e poi si esprime di conseguenza con la propria personalità e amore. Franco non lo fà solo con la musica, ma anche con i concetti, e non solo quelli musicali.

Mr Rossi colpisce subito per la sua carica e vitalità, la sua giovialità quasi paesana unita alle sue idee forti e innovative, il suo polso fermo come manager di un Network didattico ciclopico unite ad un attitudine amichevole verso le persone che riconosce quali membri di una comunità di cui è senz’altro membro illustre e di cui incarna pienamente lo spirito.

Franco Rossi non è buono né cattivo. Mr Rossi è un’uomo giusto, una persona che ha qualcosa da dire e lo dice nel rispetto delle idee altrui adottandone alcune e tralasciandone altre che non reputa corrette o importanti, citando le fonti da cui ha tratto ispirazione senza appropriarsi di niente e dando il giusto riconoscimento a chi se l’è meritato.

Devo dire che dopo i miei Vent’anni di didattica, insegnando l’estate scorsa al Campus Estivo “Vacanza in Musica” Insieme al Maestro Rossi e ad altri validi Didatti quali Luca Turolla, Gianluca Fuiano, Maurizio Dei Lazzaretti, Massimo Pacciani e altri, sono rimasto profondamente colpito dalla sua clinic sul “Drum Set Ergonomico” dove il Maestro spiegava correttamente che la posizione dell’hi hat tradizionale impedisce uno sviluppo sul lato sinistro del set (se sei destro) e che con un Hi Hat a filo, che sostituisce la tradizionale meccanica, si possono sviluppare degli incastri sfruttando anche il lato che generalmente rimane “ostacolato” dall’Hi Hat.

Al mio ritorno dal campus ho immediatamente acquistato due Remote Hi Hat, uno per lo studio, l’altro per i live, e li ho usati con successo e soddisfazione per diversi mesi prima di accorgermi che quando poi dovevo suonare su batterie con il charleston tradizionale non ero più abituato e cappellavo alla grande, e lavorando costantemente con diversi set, ho dovuto per il momento ritornare al set classico.

Ma l’idea di Franco è geniale, logica, qualcosa che funziona se applicata, così ovvia e semplice che come tutte le grandi invenzioni, nessuno ci aveva mai pensato prima. Non avevo mai speso prima d’ora 600 euri per l’ispirazione ricevuta da una clinic, e a un mese di distanza. Quello che Franco Rossi ha spiegato era vero e basta, Vera tecnica della batteria, quella cosa che se applicata porta necessariamente a dei risultati certi. Quelle cose che fanno innamorare noi didatti sfegatati.

IL METODO

Come vi ho già accennato, ci troviamo davanti ad un’opera che non è un semplice metodo per batteria, è un libro che vi accompagna mano nella mano verso una conoscenza dettagliata dello strumento, passando attraverso le sue tappe evolutive, spiegandovene i segreti carpiti da anni di studio attraverso i testi didattici di mezzo mondo, e condite dall’esperienza musicale e lavorativa di un personaggio che non solo ha una carriera di insegnamento di più di tre decenni, ma che ha calcato i grandi palchi come quelli dei localini dove i ragazzi iniziano a suonare.

Questo è un libro dove il Maestro non si propone come luminare su di un piedistallo, ma si siede con te esaminando anche le più semplici nozioni senza darle per scontate e fornendoti una comprensione il più possibile completa, facendo riferimento a decine di testi e di cenni basilari contenuti in centinaia di pagine, video e canzoni che hanno formato la sua cultura musicale, distillati in parole che riescono ad arrivare chiare e distinte in poche frasi, allo portata anche del ragazzino che compie i suoi primi passi nell’universo della percussione.

Tra le righe del libro si percepisce la passione nell’aiutare il lettore a superare scogli tecnici e difficoltà derivate da dati mancanti in alcuni libri e nozioni integrati dall’esperienza personale del Maestro e correlate di riferimenti incrociati per compensare le singole mancanze in un soggetto completo e comprensibile.

Il libro non si propone come un corso avanzato, ma come un corso base e intermedio, anche se i soli soggetti trattati nel libro, se padroneggiati tecnicamente e concettualmente con maestria, potrebbero costituire tranquillamente la teoria, la tecnica, la ritmica ed il fraseggio di un batterista professionista di tutto rispetto a livello internazionale.

A partire dall’EVOLUZIONE della batteria come strumento, senza tralasciarne il background derivante dalle prime percussioni agli albori dell’uomo, passando dai personaggi più rappresentativi dello strumento raggruppati per periodo e genere musicale, arriviamo alla descrizione della batteria moderna, alla scelta di piatti e pelli, dei legni per poi entrare nella Teoria Musicale e nella Tecnica dello strumento.

Nella parte tecnica abbiamo la descrizione delle impugnature fondamentali, della postura ecc. Il maestro Rossi dà il giusto riconoscimento a grandi della rimandandoci ai loro testi in tutta correttezza.

Esempio ne è la corretta esposizione dei tre tipi di impostazione basilare Tedesca, Francese e Americana che utilizzano diversamente il polso, le dita e avendo il fulcro in punti differenti ottengono risultati differenti e possono servire per scopi diversi. Didattica ampiamente trattata dal grande Maestro Americano Dom Famularo. Stessa cosa riguardo alla descrizione della “Low Moeller” dove il lettore viene rimandato al metodo “It’s your Move” del didatta Americano.

Niente roba tipo “questa è la mia impostazione, seguite questa che è la migliore” o simili assurdità, un panorama completo e asettico di come attualmente viene suonata la batteria, con rispetto alle varie scuole di pensiero fondamentali.

Poi vengono tecniche basilari quali upstroke e downstroke (il maestro li chiama Su e Giù), il freestroke (tecnica Gladstone), la variante del freestroke per accompagnare velocemente, che il maestro chiama “il gioco”, l’impostazione dei piedi di tacco e di punta, gli accenti, i rudimenti fondamentali, la coordinazione, la ritmica, i fill, moduli per annotare i propri progressi ecc.

Un’ampio spazio viene dedicato al groove e agli stili fondamentali, supportati da basi musicali con click per la pratica e da minus one di canzoni, suonati realmente da ottimi musicisti in studio di registrazione, che rendono l’esercizio di un batterista che vuole studiare seriamente estremamente più semplice di quello che era lo studio della batteria per un batterista che si è formato vent’anni fa.

Un bel “Canta a Voce Alta” sottolineato in quasi tutti gli esercizi comunque riporterà sul pianeta terra tutti i batteristi che potrebbero pensare che in questo metodo esistano degli esercizi magici che fanno diventare un batterista qualcuno solo per il fatto che lo abbia letto. Ci vuole impegno e duro lavoro per imparare un’arte, ce la si deve sudare e la si deve comprendere senza tralasciare nessuno dei suoi aspetti fondamentali.

Non manca lo spazio dato alle altre scuole di pensiero, altre cento pagine in formato elettronico sono disponibile nel CD allegato, dove altri batteristi e didatti non necessariamente legati all’ “Accademia di Musica Moderna” consigliano il lettore con esercizi tecnici, di stile, o con semplici dritte comportamentali o legate all’esperienza personale. Questa è una cosa unica che non avevo mai visto in nessun’altro metodo del genere.

Non è il caso di elencare tutti gli argomenti trattati in questo metodo, sono moltissimi e penso sia il caso li scopriate voi leggendo ed applicando questo libro. Include anche quelle cose che abbiamo dovuto imparare a tentativi, quali la regolazione della molla del pedale, piccole grandi perle di saggezza che possono aiutare un batterista di qualsiasi livello.

Se si dovesse sintetizzare questo libro in poche parole direi che è il capolavoro di Franco Rossi, agli scettici e ai critici o ai semplici beffeggiatori di parte potrei dire di provare a fare loro qualcosa di perlomeno simile prima di potere proferire più della vocale “A” che è la lettera con cui sintetizzerei questo libro,

“A” come punteggio americano che corrisponde al massimo dei voti


“A” come espressione di sorpresa per un lavoro ciclopico che deve avere richiesto migliaia di ore di lavoro da parte di decine di professionisti tra cui tecnici, didatti, musicisti, impaginatori ecc.


“A” come libro consigliato per iniziare correttamente a studiare questo strumento prima di cercare di saltare le tappe e iniziare direttamente alla “V”, e andare a 300BPM


“A” come amore che il Maestro Franco Rossi ha indubbiamente profuso a volontà in questo lavoro, che a mio parere sintetizza in quelle che a questo punto diventano poche pagine, la sua esperienza più che trentennale di didatta, batterista e persona a cui sta veramente a cuore la persona dall’altra parte del libro


Tu.


Chapeau Maestro!
Gigi Morello

massimo-pacciani

Massimo Pacciani, batterista dalle mille e più collaborazioni soprattutto come batterista da studio di registrazione, ha collaborato con Laura Pausini, Raf, Irene Grandi, Fiorello, Zarrillo e molti, molti altri. Ha realizzato diverse colonne sonori per registi quali Gabriele Salvadores e Francesco Nuti. Ha partecipato alle trasmissioni di Fiorello, di Gianni Morandi e con l’Orchestra Rai.

E’ il batterista della seguitissima trasmissione radiofonica “Viva radio due” con Baldini e Fiorello.

massimo-pacciani-sul-set

Massimo non è semplicemente un batterista, Massimo è un musicista raffinato delle percussioni, un artista che vanta numerose collaborazioni per colonne sonore di film dove suonando le percussioni ha creato dei veri e propri mondi musicali suscitando intense sensazioni negli spettatori. Solo per citare un esempio, di Massimo è l’arrangiamento e la creazione delle atmosfere percussive del film “Mediterraneo” che ha ricevuto l’oscar come miglior film straniero nel 1992.

Oltre ad essere un Musicista con la M maiuscola Massimo Pacciani è anche una persona a cui sta a cuore trasmettere agli altri le perle di saggezza che ha accumulato in anni di esperienza. “Non c’è nessun segreto” dice. Qualsiasi cosa che lui sappia è lieto di condividerla con il suo pubblico. Qui conosciamo Massimo lo scrittore, autore del manuale per batteristi: The Drumming, business for leisure & Pleasure, un vero tesoro di informazioni che coprono tutte le necessità pratiche di un batterista professionista: non si parla di paradiddle e tecniche di mani e piedi, si parla di strumentazione, scelta di piatti, pelli, posizioni dei microfoni, tipi di cerchi e il loro effetto sulla batteria, come isolare la batteria per non fare rientrare il suono degli altri strumenti nei microfoni… insomma, una miniera di nozioni incredibilmente interessanti e utili per un batterista.

the drumming di massimo pacciani

Nel suo seminario Massimo tratta il groove, giusto posizionamento delle bacchette per ottenere un suono consistente sul rullante, l’importanza di dare la propria firma tramite i fill, come microfonare la batteria per ottenere un suono pulito e vero della propria batteria acustica. Massimo conosce a menadito i tipi di microfoni, ne spiega la differenza di sonorità e di funzione, la scelta dei legni per ottenere sonorità diverse per un tom o per la cassa, la funzione dei vari tipi di cerchi. Suona alcuni brani famosissimi che ha registrato in studio per Irene Grandi, Raf, Laura Pausini. Il suo groove è intenso, il suo suono pulito e caldo, i suoi fill molto personali, guizzanti e originali, quasi un quadro di Van Gogh che non ha nemmeno bisogno della firma in basso a destra per essere riconosciuto e immediatamente carpito nella sua essenza e apprezzato.

Massimo spiega le caratteristiche sonore degli strumenti di cui è un fiero endorser: Piatti UFIP, Batterie LE Soprano, spiega che è importante conoscere profondamente il proprio strumento per poterlo utilizzare al meglio, spiega di non avere paura di smontarlo completamente e poi rimontarlo, per poterne comprendere le caratteristiche al meglio.

Di Pacciani colpisce la sua estrema semplicità e umiltà: anche lui come altri importanti musicisti parla di fortuna ma non dimentica i sacrifici fatti durante la sua carriera e consiglia proprio di suonare e divertirsi ma il tutto con molta serietà. Solo così si potranno, a suo dire, avere tantissimi risultati e soddisfazioni.

Continuando la nostra chiaccherata con Pacciani scopriamo un mondo musicale ricco di curiosità e aneddoti che ci fanno scoprire come sono nati e come si sono evoluti brani che sono diventati a volte tormentoni dell’estate e che hanno fatto la fortuna della musica italiana in campo internazionale.

Ovviamente capiamo che anche se a volte relegato dietro un muro di plexiglass, questi artisti famosi devono almeno in parte il loro successo a questo signore toscano, umile e simpatico ma allo stesso tempo raffinato ed elegante, che si confeziona sigarette da se e indossa dei fantastici mocassini scamosciati color viola. Un ragazzo che nasce a Prato, città del tessuto, e che con amore e impegno arriva a tessere le tele della musica italiana più ascoltata nel mondo. Grazie Massimo per quello che ci hai dato.

Oggi il programma di Vacanza in Musica prosegue come di consueto alternando lezioni, ensemble di percussioni e musica d’insieme con il maestro Nico Di Battista.

Gli eventi di spicco di questa giornata sono i due seminari che sono stati tenuti da Sergio Fanton e Massimo Pacciani, personaggi di spicco nella scena batteristica e musicale Italiana.

Presente anche come ospite Francesco Corvino, batterista di Marco Masini e attualmente in Tour con Andrea Braido.

MASSIMO PACCIANI

Nel suo seminario Massimo tratta il groove, giusto posizionamento delle bacchette per ottenere un suono consistente sul rullante, l’importanza di dare la propria firma tramite i fill, come microfonare la batteria per ottenere un suono pulito e vero della propria batteria acustica. Massimo conosce a menadito i tipi di microfoni, ne spiega la differenza di sonorità e di funzione, la scelta dei legni per ottenere sonorità diverse per un tom o per la cassa, la funzione dei vari tipi di cerchi. Suona alcuni brani famosissimi che ha registrato in studio per Irene Grandi, Raf, Laura Pausini. Il suo groove è intenso, il suo suono pulito e caldo, i suoi fill molto personali, guizzanti e originali, quasi un quadro di Van Gogh che non ha nemmeno bisogno della firma in basso a destra per essere riconosciuto e immediatamente carpito nella sua essenza e apprezzato.

SERGIO FANTON

Sergio Fanton tiene una clinic sulle sonorità di piatti e pelli, tipi di batteria, costruzione degli strumenti musicali e differenza di accordature, come accordano lo strumento grandi artisti con cui Sergio ha lavorato come drum tech, tra i quali Stewart Copeland, Jo Jo Meyer, Simon Phillips e molti altri.

Seguiranno le interviste A Massimo, Sergio e Francesco nei prossimi articoli di questo portale.

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