La tecnica è solamente il modo di trasferire nella mani e nei piedi quello che hai nel cuore

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La GM Drum School non è la scuola privata di Gigi Morello.

Non è solamente una scuola con 5 sedi presenti in Piemonte oltre  alla sede centrale progettata per essere la più grande sede specializzata per lo studio delle batteria e delle percussioni a livello nazionale. (12 sale, studi tematici, sale studio, sala seminari, libreria di consultazione di metodi di batteria, sala multimediale, studio per registrazione di video di batteria, 18 batterie studiate per stili rock, jazz, metal, jungle, latin ecc)

La GM Drum School è un’associazione Culturale Musicale fondata da Gigi Morello dove insegnanti, collaboratori e allievi condividono una filosofia di base.

Questa scuola di pensiero non ha a che fare con l’obbligo di esercizi specifici o il suonare determinati generi musicali solamente in un modo specifico.

I nostri insegnanti vengano da estrazioni musicali diverse, hanno studiato con insegnanti diversi, insegnano cose diverse, con metodologie diverse.

Allora in cosa consiste questa filosofia?

PRINCIPI BASILARI E GENERALI

Noi insegnanti e collaboratori della Drum School crediamo che:

  • La musica e il ritmo in particolare sia un linguaggio basilare universale che unisce tutti i popoli della terra indifferentemente da colore della pelle, razza, fede politica, credo religioso ed estrazione sociale e come tale favorisca a mantenere la pace e l’armonia nel mondo.
  • Noi crediamo che tramite la percussione sia possibile aiutare tutte le persone, includendo persone fisicamente o mentalmente disabili, a comunicare ed esprimere se stessi e quello che hanno nel cuore e nell’anima.
  • Noi crediamo che come sulla terra esistono un’infinità di lingue e dialetti parlati esistano anche miriadi di linguaggi e lingue musicali, quindi stili o generi musicali ognuno degna di rispetto e attenzione e che ogni linguaggio musicale già consolidato o appena in fase di formazione abbia diritto di essere preservato, insegnato e comunicato liberamente sia dall’insegnante che dal musicista.
  • Noi crediamo che un musicista abbia diritto di esprimersi usando il suo linguaggio o dialetto musicale con libertà, adottando stili e frasi musicali che più rappresentano quello che vuole esprimere, e che per questo non debba essere criticato, categorizzato in modo negativo od osteggiato in qualsiasi modo. Noi crediamo che un musicista abbia diritto di interpretare un brano o una frase musicale liberamente secondo la sua conoscenza o linguaggio musicale.
  • Noi crediamo che la musica come l’arte non sia una competizione dove chi arriva secondo perde la gara. Noi crediamo che l’arte non debba essere sottoposta a giudizi del tipo “Giorgio suona meglio di Paolo” ma che l’unico giudizio consentito sia quello personale dell’ascoltatore, che può giudicare se questa o quell’altra musica incontrano più o meno i suoi gusti.
  • Noi crediamo che essendo la musica Comunicazione, debba includere il rispetto dei musicisti verso gli altri musicisti e un comportamento corretto verso gli altri, disapproviamo la diffamazione di altri musicisti e ci limitiamo a pareri strettamente personali e limitati al gusto musicale personale dell’inidividuo senza parlarne male, anche se potrebbero essere di altre scuole di pensiero e realtà socio culturali.
  • Noi crediamo che a un musicista debba essere consentito di ampliare i suoi orizzonti culturali e musicali tramite la comunicazione musicale con altri musicisti, e che debba potere essere informato di nuove tecniche, stili, linguaggi a prescindere da idee stilistiche e senza veti di parte o di fazione musicale, sia motivate da scuole di pensiero musicale fondamentaliste, sia da interessi di lobby di interesse.
  • Noi crediamo che il singolo individuo abbia diritto di professare le proprie idee personali, politiche e/o religiose per mezzo dei testi delle canzoni che compone o interpreta, o nel suo look. Lasciamo al singolo individuo la libertà di esprimere codeste idee che non appoggiamo ne osteggiamo, limitandoci a supportare il lato musicale della composizione.

TECNICA E DIDATTICA

  • Noi crediamo che la tecnica e l’indipendenza siano secondarie alla musica, ma crediamo anche che una tecnica superiore possa permettere ad un musicista una maggiore libertà di espressione.
  • Noi crediamo che velocità e indipendenza ad alto livello non siano indispensabili per fare musica, ma che siano indispensabili in alcuni stili musicali.
  • Noi crediamo che come le persone imparano prima a parlare e poi a leggere e scrivere debbano seguire la stessa sequenza nell’imparare a comprendere una partitura musicale. Noi crediamo che le persone debbano prima comprendere il concetto delle note musicali e poi leggerle e rappresentarle su carta. Noi crediamo sia innaturale insegnare a leggere musica prima ancora di essere in grado di “parlarla”.
  • Noi crediamo che debba essere usato un linguaggio comprensibile nell’insegnamento del solfeggio, e che nomi presi dalla scuola classica quali “minima” o “fusa” o altri debbano essere sostituiti da termini di comprensione semplice e relativa, quali 1/4 , 1/8, 1/16 ecc, dove conoscendo le semplici basi delle operazioni numeriche si può arrivare ad una comprensione relativa e concettuale dei termini e quindi ad un’applicazione pratica.
  • Noi crediamo che la teoria e la tecnica pura debbano essere sempre abbinati e studiati in associazione e con un giusto bilanciamento all’applicazione pratica o stilistica. Noi non crediamo che anni di studio di teoria, rudimenti o di una figurazione ritmica senza un’applicazione pratica servano solo a rendere lo studio pesante e a far perdere la voglia e l’interesse allo studente.
  • Noi crediamo che una valutazione a voti o gradi o un “giusto e sbagliato” sia corretta solo se relativa a specifici argomenti tecnici quali l’esecuzione tecnica, la precisione ritmica, la velocità e altri argomenti misurabili effettivamente ma mai su argomenti soggetti a linguaggio o stile personali.
  • Noi crediamo che un insegnante non debba settorializzare o personalizzare a sua idea o piacimento il modo di suonare di un suo allievo. Crediamo che tecnica e indipendenza o frasi basilari debbano includere combinazioni che includono lo spettro completo delle possibilità ritmiche, lasciando poi all’allievo il compito di usare quelle che più soddisfano le sue esigenze e gusti musicali mentre è in grado di eseguirle tecnicamente tutte.
  • Noi crediamo che quando un insegnante insegna un determinato ritmo o frase musicale specifico debba categorizzarlo come uno stile musicale e non darlo come modello assoluto da fare eseguire all’allievo per considerare che ha imparato a suonare lo strumento. Esempio: fare imparare a tutti gli allievi i propri ritmi favoriti e categorizzarlo come “il modo di imparare lo strumento” non è accettato se non categorizzato come lo stile musicale dell’insegnante o del musicista che utilizza il ritmo o frase musicale. L’insegnante deve rendere possibile all’allievo la creazione di ritmi e frasi musicali personali da parte dell’allievo e solo nello studio degli stili musicali si imparano dei modelli di ritmo e frase musicale, ma devono essere categorizzati in quanto tali.
  • Noi crediamo che un insegnante debba riconoscere apertamente con l’allievo i suoi eventuali errori e che debba delegare ad un altro altro insegnate l’allievo in caso che la sua preparazione tecnica o stilistica di insegnante manchi in un determinato campo necessario alla preparazione dell’allievo, mettendo da parte gli interessi personali.

DIRITTI DEL MUSICISTA E PROGETTI A LIVELLO SOCIO-CULTURALE

  • Noi crediamo che un musicista non debba essere favorito od osteggiato per la sua appartenza, affiliazione o simpatia verso un partito polito, una religione, un’etnia o altro tipo di associazione ad un’entità culturale, imprenditoristica ecc. Noi Disapproviamo enti ed associazioni che favoriscono o osteggiano Musicisti o insegnanti poiché affini alle loro idee o ai loro interessi ed interessi al di fuori di quelle musicali.
  • Noi crediamo che un Musicista debba essere salvaguardato e che gli venga permesso di esercitare la propria passione studiando il suo strumento e che non debba essere limitato da decisioni ingiuste o che i suoi diritti a suonare e ad accrescere la sua preparazione tecnica e musicale vengano violati, quando tutelato dalla legge, in virtù dell’opposizione di un minoranza, anche se l’opposizione è espressa a “voce alta”.
  • Noi crediamo che la batteria sia uno strumento effettivamente musicale comparabile a strumenti quali il pianoforte, la chitarra, il violino, e come tale abbia diritto di essere riconosciuto dalle istituzioni come uno strumento a pieno titolo e riconosciuto ufficialmente dallo stato alla stessa stregua di altri strumenti “ufficialmente insegnabili” quali le percussioni classiche. Noi crediamo che un batterista non debba essere obbligato a studiare uno strumento che ha poco a che fare con la batteria, quale il vibrafono o altri per potere essere riconosciuto come un insegnante o musicista qualificato. Allo stesso modo noi crediamo che un chitarrista elettrico non debba forzatamente imparare a suonare la chitarra classica usando solo specifiche tecniche di dita, sonorità e fraseggio per potere essere considerato un Maestro della chitarra.
  • Noi crediamo che un batterista che studia per anni con impegno questo fantastico strumento abbia diritto ad un riconoscimento morale ed economico paragonabile a quello che ottiene un professionista nel campo delle belle arti quali il cinema, il teatro e la comunicazione in genere.
  • Noi crediamo che l’istruzione musicale debba essere alla portata di tutti e che le persone possano ricevere una sovvenzione o borsa di studio come in tutte le altre attività artistiche, anche se desiderano suonare uno strumento non “ufficialmente riconosciuto” e che possano coltivare la propria istruzione musicale con tutta l’accuratezza e la professionalità e le materie scolastiche e le sovvenzioni che vengono destinate ad altri strumenti “nobili”, e che questo debba includere tutte le sfaccettature dell’insegnamento musicale, quali la tecnica, gli stili musicali, la musica d’insieme, il solfeggio, l’ear training (l’addestramento uditivo), lo studio della sonorità, le teniche di base sulle pubbliche relazioni ed il marketing necessari per inserirsi nel mondo musicale come un vero professionista e qualsiasi altra istruzione possa risultare necessaria.
  • Noi crediamo che ci si debba battere in modo legale e civile per ottenere questi diritti nelle istituzioni, arrivando ad ottenere l’insegnamento di questo strumento nelle scuole di stato, e che lo studio di questo strumento riconosciuto sia equiparato e riconosciuto per diritti e prerogative agli altri strumenti, e che l’istruzione musicale non sia riconosciuta solo se compiuta su stili quali il jazz o la musica classica, ma che includa tutte le sfaccettature della Musica e degli stili musicali.
  • Noi crediamo che qualunque membro dell’associazione abbia diritto di assicurarsi che un altro membro dell’Associazione, incluso il suo insegnante, rispetti questi principi, e abbia il diritto di farglielo notare in caso li violi, e in caso di ripetuta mancanza o mancanza di volontà nel correggersi farne rapporto al Consiglio direttivo perché la persona venga ammonita o negli estremi estromesso dall’associazione.
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